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Il giorno della memoria

Giornata della Memoria – 27 Gennaio -

Ci sono giorni in cui l'odio fa impazzire gli uomini. Era rimasto nella villa di Serravalle, in attesa che il Comando di Brigata lo chiamasse nuovamente tra i partigiani. Qualcuno doveva averlo visto, doveva aver segnalato la sua presenza. E il mattino del 27 dicembre, quel mattino, mentre leggeva un libro, aveva sentito un violento scroscio sulla ghiaia, aveva visto, attraverso le stecche della persiana, nere figure balzare a terra, dividersi in due gruppi e correre, goffe e sinistre nelle loro divise, lungo la facciata della villa.Erano venuti a prenderlo. Ludovico si alzò dal lettino, tornò ad osservare le nere pareti incombenti della cella. La piccola finestra in alto mandava pochissima luce:il cielo, fuori, stava per diventare buio. Quando apersero la porta, sentì che non aveva più timore. Lo condussero in una stanza, dove c'erano ad aspettarlo due ufficiali delle brigate nere. I due fascisti si chinarono su di lui rimanendo nell'ombra. Lo sai perché ti trovi qui, vero? - gli chiese uno. No. Te lo dirò io, allora. - Il fascista prese un foglio sul tavolo. - C'è una denuncia a tuo carico. « Ho visto Ludovico Ticchioni indossare la divisa grigioverde con stivaloni altissimi, e l'ho sentito dire spesso: "Sono certo che mio padre fa il suo dovere di italiano al di là delle linee, quindi io pure devo fare il mio qui, dando tutto me stesso per la nostra. causa " ». L'altro ufficiale lo afferrò per i capelli e gli alzò il viso. E vero quello che si dice nella denuncia? - gli chiese. Sì, è vero. Dunque sei un bandito, lo ammetti! Sono un partigiano. Nella denuncia si dice anche che tua madre ha dato cibarie ai ribelli e ha collaborato all'attività di una radio clandestina. No, è falso! Mia madre non sa niente! - gridò il ragazzo. Non sa nemmeno che tu eri un bandito? No, sono scappato di casa senza dirle niente! Lei è innocente! E tuo, padre? Dove si trova tuo padre!, . Non e scritto sulla denuncia? È al di là delle linee. Chi sono i tuoi capi? Non li conosco per nome. Dove sono adesso, dove abitano! Non lo so. L'interrogatorio continuò 'a lungo, senza un attimo di tregua, ora minaccioso, ora persuasivo, ora subdolo. Ludovico non rivelò niente: dopo quattro ore, a mezzanotte e mezzo, lo riportarono nella sua cella. . (13 febbraio 1945, quarantanovesimo giorno di prigionia per Ludovico.) Alle quattro di notte fu svegliato, interrogato di nuovo, percosso selvaggiamente. Gli fecero togliere le scarpe e lo portarono fuori insieme con un ragazzo di nome Villa. I fascisti li seguivano da vicino, i mitra puntati minacciosamente. Giunti nella piazza di Codigoro entrarono sotto i portici, davanti alla sede delle brigate nere. Ludovico si sentì spingere in avanti, verso la piazza. Correte, scappate! - sussurrò uno dei fascisti. Si voltò a guardarli,. incredulo. dubbioso. Forse si erano impietosito e volevano lasciarli liberi... I due ragazzi volsero le spalle, uscirono correndo nella piazza, i piedi nudi sulla neve, Li uccisero così.

E. Licenzi

Commenti

  1. A mio padre capo partigiano è capitato invece di salvare la vita ad un fascista.
    Stavano per fucilare il poveraccio che non aveva fatto niente di male, solo perché era fascista.
    Per sua fortuna mio padre arrivò in tempo e bloccò quel gruppo di (S)partigiani come li chiamava lui.
    Persone che sempre nascoste quando bisognava combattere, uscivano dai loro nscondigli per soccorrere i vincitori.
    Quel fascista si chiamava Federico Ciucci di Macerata, degnissima e pacifica persona che ho avuto il piacere di conoscere.

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  2. Di tutta l'erba non si deve fare solo un fascio ?

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  3. Nella mia città, Civitanova Marche, i soliti (S)partigiani di fine guerra, volevano anche fucilare il più grande industriale della zona perché dicevano che era amico dei fascisti.
    Mio padre per salvarlo dovette usare la forza.
    Quell'industriale diede lavoro a migliaia di persone a guerra finita, contribuendo primo fra tutti alla rinascista industriale della città..

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  4. E prima della fine della guerra come mandava avanti la sua industria se non con la connivenza dello Stato ? Ciao

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  5. Grazie per l'importante testimonianza.Non dimentichiamoci di ricordare!

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  6. Non dimenticarci di ricordare caro Euterpe è il fondamento perchè tutto questo non abbia più a ripetersi...anche se...

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  7. Magocamillo credo voglia dire che come ci sono stati fascisti assassini, ci sono stati anche partigiani assassini.
    Ma si sa, la guerra è guerra e se la si guarda sotto la lente della giustizia e della morale, perdono tutte le fazioni coinvolte con i loro bei ideali.
    Pansa fu tacciato di revisionista da tutto il mondo della sinistra quando scrisse un libro vero, sentito, che raccontava di quei fatti più nascosti, più in ombra, della guerra tra fascisti e partigiani dove questi ultimi, vinta la guerra, trucidarono i fasci perché fasci.

    I veri responsabili erano e sono in alto, lassù, con le loro idee, i loro interessi, i loro scopi, le loro culture, i loro dogmi.

    Un saluto

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  8. se posso permettermi, bisogna fare attenzione, Lindalov: non è stata una guerra civile, tra fascisti e partigiani, ma per la "liberazione" da un nemico col quale l'Italia si era alleata (e dal quale non solo gli americani ci hanno liberato: i campi di concentramento sono stati aperti dai russi!)
    a magocamillo vorrei dire che (al di là del fatto, comunque, che io sono contro la violenza se non per difesa), che se non ci fosse stato quell'imprenditore fascista, forse ce ne sarebbe stato uno "democratico", e magari adesso non ce li ritroveremmo ancora a fare i padroni!

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