19 gennaio 2010

Adda passà a nuttata

Non mi và, è un posto di “merda”. Non voglio più andarci, cosa ci vado a fare ad annaffiare le piante tutto il giorno o a impiantare piantine nei vasetti ? Non mi và io voglio fare qualcosa d’altro altro che passare il tempo per “perderlo”. Sono non vedente ed ogni giorno di più prendo coscienza di tutti i grossi problemi che ho : devo andare continuamente al bagno, se non c’è qualcuno assieme a me non posso andare da nessuna parte, faccio fatica a dormire, ho tutta la parte sinistra del corpo che mi fa continuamente male e…no non và non voglio più andarci in quel posto. Nuovo problema, difficile da risolvere. Cosa mai potremo fare ? Purtroppo “in quel posto” non è possibile non mandarcelo, al momento e forse anche nel seguito alternative non ce ne vengono proposte. Non esiste dialogo a parte con il personale della struttura di riabilitazione dove non vuole più andare Federico. Dialogo che un giorno è positivo, il giorno dopo è colpevolizzante, il giorno dopo ancora non hanno risposte e alla fine…non siamo preparati. Allora cosa dobbiamo fare ? Cercare il dialogo con chi ? Come uscire da questo labirinto dove ci stanno spingendo sempre più all’interno ? Non ci vado più, non ci vado più e se ci vado non voglio fare niente ! Sentiamo cosa ne pensa il medico di famiglia ? Chi il “piccolo scrivano fiorentino” quello che vai a chiedere impegnative per visite, controlli, richieste di presa in carico e non ti chiede assolutamente nulla se non di controllare nelle impegnative che tutto sia a posto ? Oppure passiamo al centro di riferimento della nostra Ulss ? Per fare che cosa ? Per perdere tempo ? Cercare, cercare e ancora cercare come cercare un ago su di un pagliaio. Intanto il tempo passa e se ne và e nostro figlio è come su di un ascensore che và su e giù alla ricerca del piano giusto senza fermarsi mai…la porta del piano giusto non si apre mai. Ci dicono…dovete aprirla…si ma come ? Ci dicono…cosa ci dicono…e intanto il tempo se ne va. Tempo perso, tempo irrecuperabile, tempo tempo. E allora cercare di pensare positivo la porta prima o poi si aprirà e…vuoi vedere che abbiamo la chiave sbagliata noi ? Osservo la gente seduto in questo tavolo di un bar, con il pc portatile acceso, e scrivo, e ascolto. C’è chi beve il caffè, chi è al cellulare con un panino in mano, qualcuno mi osserva : “ Cosa mai starà scrivendo ?” Gente che entra e che esce, risa, il rumore della macchina del caffè…il flipper, i videogiochi…”Oh mi scusi” una macchia nera sul pc…”Non l’avevo vista”…”Non fa niente lasci stare è roba da poco”. Alzo lo sguardo e guardo non so dove e mi passano davanti tutte le facce di chi ci ha aiutato, di chi continua ancora ad aiutarci ma che…Va bene ormai è così…” Adda da passà a Nuttata ! “

4 commenti:

  1. Coraggio Renato, sai bene che viviamo in un mondo "contro".

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  2. Il mondo "contro" lo conosci quando dovrebbe essere "con te" e invece...Ciao alla prossima

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  3. puoi consolare Federico dicendogli che non solo il posto dove deve andare lui, è di merda!
    viviamo in un mondo pieno di bastardi, che pensano solo al denaro;
    non arrendersi, continuare a cercare e sentirsi impotenti... forse, in un altro paese?
    come vorrei che anche noi che ti leggiamo, potessimo aiutarti... un'abbraccio.

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  4. Lotta dura senza paura cara Angie. Istituzioni di merda, dove, quando dopo un incidente a 24 anni non hai più diritto di VIVERE. Grazie per il Tuo sostegno e un a risentirci a presto.

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