A volte

A volte…a volte mi succede. Mi sembra di essere seduto in una poltrona di una sala cinematografica e…davanti allo schermo scorrono immagini…immagini di quotidiani modi di vivere, di comportamenti giusti o sbagliati che siano ed ho la pretesa di giudicarli. Si giudicarli e a volte condannare o assolvere. Siamo tanti in questo pianeta, tanti modi di pensare, tanti modi di agire, tanti modi di essere ma, mi domando, un filo logico per tutti non esiste proprio ? C’è chi vive la propria vita guardando, cercando e godendo dell’esteriorità. Il vestito firmato, le scarpe alla moda, l’incontro mondano all’insegna della futilità. Il gossip, guarda quello, hai sentito l’altro, ma no…dici davvero ?. Ah guarda a casa mia queste cose…mai. Sai il figlio della…ma no…guarda il mio mi dà di quelle soddisfazioni soprattutto nello studio e poi…la vita…non sanno neanche cos’è. Il 110 e lode, si materializza tutto in questo giudizio che vuol dire tutto ma può dire anche un bel niente. Eh cosa vuoi non hanno le possibilità. O forse meglio dire non hanno le capacità. C’è poi chi pretende di essere sempre e comunque nel giusto anche se nel giusto non sono. Ma non sai chi sono io ? Come ti permetti di giudicare il mio operato. Probabilmente queste persone hanno il dono dell’infallibilità. Stante come stà la situazione il mio parere non può che essere che…e non ne vedo il motivo di cambiarlo. E poi…alle volte, ma non sempre, un esame di coscienza se lo fanno e allora…si rifugiano nella famiglia, si fanno proteggere dalla famiglia, si accorgono della loro fragilità. C’è chi mette in primo piano il denaro. No guarda noi no non possiamo permettercelo…come facciamo, il mio lavoro è quel che è, i miei guadagni poi non ne parliamo...e…poi scopri che non è un problema economico ma una cosa più importante che subdolamente vive dentro te, la paura, la paura di non aver denaro, l’assoggettare la propria vita a quello che posso e non posso, nonostante l’essere in grado di spendere. Non so come chiamare questo modo di vivere, non certo avarizia ma, forse, qualcosa di ancora più pericoloso. E scorrono ancora le immagini e arriva la famiglia perfetta dove tutto e tutti fanno esattamente quello che è bene fare. Proprio la famiglia perfetta quella che considera le altre famiglie prototipi di famiglia dove non c’è niente di giusto, dove non funziona niente e dove è bene non esserci ma, criticare si. Ah la mia famiglia ce ne fossero di così. Hai sentito la famiglia di…ma come si fa, si a me non interessa però. E cicì e cocò e si critica, ma no ma dai, e in fondo la stanza la “sfinge”, ascolta,tace, acconsente…ma non parla, non si sbilancia ma, al momento giusto ti ammazza. Ecco arriva...un gruppo di ragazzi, ci sono anche anche loro. Alcuni tutti vestiti per bene, in compagnia di amici vestiti per bene…sai ho sentito il Walter…ah una festa meravigliosa si si…c’era il Gigi il figlio dell’avvocato, la festeggiata, la Manu si, la figlia del "commerciante" e poi tanti altri una festa meravigliosa ci vorrebbe una laurea ogni giorno, si va be ma anche la Manu con quel vestito poco sobrio, ma si ma dai la Manu è la Manu e poi sai, i suoi genitori sono dei semplici commercianti, vengono dalla gavetta, sento le loro voci che si allontanano e ne arrivano delle altre. Altri ragazzi chi con il piercing , chi con i jeans strappati, chi con i capelli tagliati a zero, chi a cresta, chi stà “fumando”, chi stà bevendo e chi sembra assente ma è nel gruppo. Ehi ragazzi cosa si fa, dove si và, qualcuno ha la roba, dai forza un altro “sballo” e via. Andiamo a casa, no, se torno a casa mio padre mi ammazza. Poi piano, piano si allontanano e le voci si miscugliano…” il Walter… festa meravigliosa…aho cazzo mi passi o non mi passi quel spinello…sballo…la Manu…mio padre “. Si sfiorano quasi si toccano e non si guardano nemmeno solo…uno sguardo di schifezza dagli altri…i ragazzi per bene. E poi tanti altri me compreso. Io testardo, io anticonformista, io che mi è più facile scrivere che parlare, io che osservo , critico e non voglio essere ne osservato ne criticato, io che credo nella vita ma in quella vera, io che non ho pazienza, io che non sopporto la Manu, il Walter e guardo con un occhio di tristezza la gente scorrere e perdere il tempo della vita, anche se, perdenti o vincenti non conta nulla perché alla fine, contiamo solo noi imperfettissimi ma VERI...

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