05 agosto 2009

Ritorno al San Camillo (04/08/2009)

- San Camillo – centro recupero neurotraumatizzati, 7 mesi dopo. Ho aspettato un bel po’ prima di ritornare. Ho vissuto nove mesi con mio figlio Federico e mia moglie, nove lunghissimi mesi, dove si alternavano giorni di speranza a giorni di dolore. Dove Carla, mia moglie, ha lasciato una parte della sua vita. Non sono entrato nei reparti ma sono rimasto in giardino e poi in spiaggia. Erano le 13 e 30 intorno a me il silenzio, la quiete di un giardino vuoto, la pace di un ambiente che dentro vive l’inferno. Tutto questo per qualcosa che non dipende da noi, per una disavventura la cui origine ci è nascosta, ma della quale conosciamo bene le conseguenze. Vedo Federico che lotta anche se nell’incoscienza di quello che gli è successo, un momento negativo che non finisce mai. Osservo le panchine, gli alberi del giardino, il prato, quanto tempo è stato vissuto, quanto tempo con Federico senza sapere cosa c’era intorno a lui…guardo il mare, il suo eterno movimento, il rumore delle onde. Poi ci sono io, qui, solo in spiaggia, ad ascoltare il silenzio e a cercare di rendere tutto meno difficile…Mi fermo a guardare le cabine vuote, un muro con dei poster del ricordo di uno scudetto, di una festa paesana, di un concerto in piazza, tutto molto bello, disincantato, un muro figlio di momenti diversi della vita, di momenti belli. Rimango immobile ad ascoltare il silenzio mentre il vento alza la sabbia e mi scompiglia i capelli. Un gabbiano in alto nel cielo, un batter d’ali, un bagliore di luce che illumini di nuovo la vita di mio figlio.

4 commenti:

  1. Sai tutto quello che è successo ha fatto capire a me, mia moglie e Federico chi sono i veri amici. Ci ha anche isolato dai nostri parenti scomparsi forse per paura o vigliaccheria, facendoci capire realmente che una vera famiglia non è mai veramente esistita

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  2. lo so, in certi casi c'è come uno spartiacque: il prima e dopo, e fai le tue cernite, (lo so da quando 13 anni fa è morto mio marito)

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  3. Tu dici che c'è il prima eil dopo ma, il prima, come ripeteva continuamente Federico, era tutto FINTO. Tanta apparenza, e poca sostanza.

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