Giorni decisivi per il futuro del Venezia Calcio

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Stretta finale verso l'iscrizione, è questo il primo appuntamento da non mancare per i nuovi proprietari arancioneroverdi. Domani è fissata la prima scadenza che il Venezia non si può permettere di non rispettare : il 30 giugno la società lagunare dovrà far pervenire alla Lega Pro la domanda di ammissione al prossimo campionato di Prima Divisione, accompagnata dal pagamento di 21.500 euro quale tassa d'iscrizione. Qualora domani il Venezia non fornisse quanto sopra riportato, assieme ad una fideiussione bancaria di 100 mila euro, la copia del bilancio d'esercizio, i documenti che attestano l'avvenuto pagamento delle ritenute Irpef, dei contributi Enpals e del Fondo di fine carriera, nonchè quelli relativi all'avvenuto pagamento dei tributi ( Ires, Irap e Iva ) la Covisoc chiederà un punto di penalizzazione per ciascuna mancanza. Scade anche domani la presentazione della documentazione attestante l'avvenuto pagamento degli emolumenti dovuti ai tesserati, lavoratori dipendenti e collaboratori addetti al settore sportivo nei mesi di maggio e giugno 2009. Un impegno economico subito gravoso per la nuova proprietà impegnata in queste ore presso alcuni istituti bancari per convertire in denaro liquido i titoli e le obbligazioni con cui, martedì scorso, il capitale sociale è stato ricostituito permettendo l'acquisizione del 100% del club lagunare dai fratelli Poletti. Una situazione a dir poco paradossale che qualora non si sbloccasse porterebbe, per la società arancioneroverde, la terza partenza ad handicap, con l'applicazione degli eventuali punti di penalizzazione, stabilendo così un record negativo : unica società calcistica ad essere penalizzata per tre stagioni consecutive. Cosa eventualmente ci può dar fiducia in questa situazione ? Fare peggio dell'ultima annata penso sia impossibile, siamo fiduciosi che una volta superate le iniziali difficoltà Golban cercherà di rendere solida la società. I Veneziani e la città meritano risposte, chiarezza e sincerità, non di vivere ancora in bilico sull'orlo del baratro.

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