In autostrada...mentre si avvicina il tramonto

Nel tardo pomeriggio di ieri percorrevo l’autostrada A4 provenendo da Desenzano…solo come sempre durante il lavoro…autoradio accesa…velocità al limite prima della multa. Dopo il tratto Desenzano - San Bonifacio, in cui il traffico è sempre intenso, l’autostrada si fece pressoché deserta. Non accelerai , occupando la corsia più a destra, come dovrebbero fare coloro che viaggiano a velocità moderata. Viceversa, nei giorni in cui non circolano i mezzi pesanti, la prima corsia è praticamente vuota poiché quasi tutti occupano, anche a bassa velocità, la seconda. Si sentono disonorati a muoversi sulla prima perché, ogni tanto, appare l’offensiva indicazione “veicoli lenti”.
Mi sorpassano , oltre alle altre automobili, anche grossi TIR e persino qualche auto con roulotte.
Ero stanco. O meglio spossato. Una spossatezza che mi era entrata nel cervello, nei muscoli, negli occhi. Ad un certo punto ho spento anche l’autoradio…niente più musica…ho spento il cellulare ed ogni contatto con l’esterno.
Mi sentivo come una giornata quando muore, in quell’ora in cui si perde il senso delle cose fatte e ancora non si progetta il domani. E pensavo…sto rincorrendo il tramonto in autostrada.
Ne faccio tanti di viaggi così per lavoro…momenti in cui si crea una strana alchimia con l’esterno…attraverso i finestrini macchie scure di case e industrie e cemento mentre gli alberi schizzano come scarabocchi rapidi. Ne ho fotografati centinaia di viaggi così. Tutti fotogrammi della mia vita che tentava di raccontarsi poi…d’improvviso la coda dopo Padova Est…incidente. Mi guardo attorno, le 20 e 15…cazzo…Federico…accendo il cellulare squilla…ciao papà come stai ? E la mia vita diventa meno struggente e insopportabile…

Commenti

  1. L'importanza degli altri...

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  2. E' un importanza sempre più "importante". Un qualcosa che tempo fà non avrei mai immaginato...sono tornato ad essere nuovamente "papà"

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