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Io Errebi...e il mio scrivere

Scrivere. Mi è sempre piaciuto scrivere. Nei lunghi anni dell’adolescenza scrivevo, poesie, tutte le sere prima di addormentarmi. Avevo uno di quei quaderni a quadretti con la copertina nera. Come al solito…non l’ho più trovato. Era per me come un fratello, era sempre con me, a scuola, in autobus, in bici, sempre. Gli ho regalato tutto di me : attraverso le poesie… i miei sogni, le mie speranze, le mie illusioni, battezzate con le parole che mi sgorgavano dall’interno del mio cuore.
Dopo una lunga pausa di silenzio, più per pigrizia e noncuranza, sono tornato idealmente a riaprire quel quaderno, offrendo a me stesso la possibilità di sviluppare il mio sogno, scrivere, scrivere, scrivere…ed ho aperto un blog.
Dal quel momento è come una frenesia, un’esigenza vitale, un desiderio insopprimibile, una necessità. Aprire il blog significa lasciare il mio spirito libero di entrare in una dimensione magica, dove esiste uno spazio che non ha spazio e un tempo senza tempo.
Scrivere è un vivere, o meglio un ri-vivere, una seconda volta, più intensamente, più in profondità; è provare emozioni, gioie e sofferenze che fanno vibrare il mio animo e mi rendono parte di un tutto.
E’ un sentire il battito della vita, percepire, ascoltare, essere toccato da una scintilla di elettricità. Tutto quello che scrivo nasce dalla profondità di me stesso, dal guardare in faccia la vita con gli occhi di un uomo e dalla magnifica voglia di vivere che sento nascere in me quando batto i tasti della tastiera e fluiscono le parole.

Commenti

  1. Grazie per la stima Marlor_58.

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  2. Sono arrivata qui da te solo oggi. Ti terrò d'occhio. Intanto ti posto quanto una scrittrice che amo molto diceva dello "scrivere":

    “Scrivere. Non posso. Nessuno può. Bisogna dirlo: non si può. E si scrive. E’ l’ ignoto che abbiamo dentro: scrivere vuol dire raggiungerlo. E’ questo o niente. Si può parlare della malattia dello scrivere. non è semplice quello che tento di dire, ma credo che ci possiamo capire, compagni di tutti i paesi. C’ è una pazzia dello scrivere che si ha dentro, una pazzia furiosa, ma non è per questo che si è pazzi. Anzi. La scrittura è l’ ignoto. Prima di scrivere non si sa niente di ciò che si sta per scrivere e in piena lucidità. E’ l’ ignoto di sé, della propria mente, del proprio corpo. Non è neppure una riflessione, scrivere, è una facoltà che si ha al di fuori di noi, parallelamente a noi, di un altro che appare e si fa avanti, invisibile, dotato di pensiero, d’ ira, e che talvolta, per questo stesso motivo, è in pericolo di rimetterci la vita. Se si sapesse qualcosa di quello che si scriverà, prima di farlo, prima di scrivere, non si scriverebbe mai. Sarebbe inutile. Scrivere è tentar di sapere cosa si scriverebbe se si scrivesse. Lo sappiamo solo dopo. Prima, è la domanda più pericolosa che ci possiamo rivolgere. Ma è anche la più ricorrente. Lo scritto arriva come il vento, è nudo, è inchiostro, è lo scritto, e passa come niente altro passa nella vita, niente di più, se non la vita stessa.” (Marguerite Duras, Scrivere)

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  3. Mi chiedo anch'io, molte volte, come mi arriva lo scritto. E' una cosa strana, due minuti prima sono vuoto senza nessuna idea e poi, all'improvviso la luce. Mi succedeva molte più volte tempo fà, ma ora, sarà perchè è successo quel che è successo (mio figlio Federico), sarà perchè con l'andare del tempo la mente perde lucidità, la luce arriva più fievole. Sono sulla stessa lunghezza d'onda di Marguerite Duras, ed è proprio per questo che lo scrivere arriva come il vento se la tua vita è il vento.

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  4. Ho letto di Federico in uno dei tuoi ultimi post. Non ho capito che cosa gli sia successo ma sono stata contenta di leggere di certi primi passi che deve aver fatto. Ci sono dei momenti in cui la luce arriva fievole. Ci sono nella vita di tutti noi. Credo che scrivere possa servire. A presto.

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  5. Surrealina : 15 mesi fà Federico ha avuto un incidente con la sua moto (Yamaha R6) ed era stato dato prima per morto, poi per vegetale, poi per incapace. Tutto quello che stà succedendo non ha ragione di essere e tutto quello che sarà, sarà benvenuto. Ciao a presto

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