Passa ai contenuti principali

Ho ascoltato Fork on the Road di Neil Young

La strada di un tizio che a sessant'anni suonati non vuole proprio mettersi l'anima in pace. Uno che lotta da sempre: contro la dipendenza dalla droga a vent'anni, contro le sventure della vita, contro le malattie che hanno colpito due figli, contro le amministrazioni scellerate degli Usa. Neil Young non ci sta, neppure in quest'ultimo, potentissimo album Fork in the road. Disco dove i testi sono espliciti, dove i mezzi termini sono banditi e la poesia e messa da parte a favore di un linguaggio pragmatico. Il tutto condito dalla vecchia ma pur sempre affascinante metafora del viaggio. E' rock and roll veneta da hip pop, arrabbiato ed ecologista. Stiamo per attraversare gli Usa, e allora basta mettersi comodi e pescare a piene mani nel nostro immaginario infarcito di leggende dell'America "on the road", prendere una macchina in affitto, magari una vecchia Lincoln, magari dal garage di Neil che adora collezionare auto. La musica del viaggio è più varia che mai: l'hip pop in Cough up the buchs, la durezza delle chitarre in Fuel Line, la morbidezza inconfondibile della ballata acustica in Light the candel. Voce scura da bandito, casse dello stereo sparate altissime. Neil ne è certo: qualcosa si può fare con una canzone, tranne cambiare il mondo. Ve lo consiglio, ascoltatelo...

Commenti

  1. Anonimo20:12

    A 50 primavere passate Neil Young e Francesco Guccini sono come Dante, Seneca o i classsici russi.
    Ciao, Marlor58

    RispondiElimina
  2. Errebi09:10

    E' assolutamente vero Marlor58 trovarne oggigiorno di musicisti così.

    RispondiElimina

Posta un commento

Post popolari in questo blog

Sei un fiume forte, non ti perderai

[…] mi viene solo in mente quella storia dei fiumi, […] e al fatto che si son messi lì a studiarli perché giustamente non gli tornava 'sta storia che un fiume, dovendo arrivare al mare, ci metteva tutto quel tempo, cioè scelga, deliberatamente, di fare un sacco di curve, invece di puntare dritto allo scopo, […] c'è qualcosa di assurdo in tutte quelle curve, e così si sono messi a studiare la faccenda e quello che hanno scoperto alla fine, c'è da non crederci, è che qualsiasi fiume, […], prima di arrivare al mare fa esattamente una strada tre volte più lunga di quella che farebbe se andasse diritto, sbalorditivo, se ci pensi, ci mette tre volte tanto quello che sarebbe necessario, e tutto a furia di curve, appunto, solo con questo stratagemma delle curve, […] è quello che hanno scoperto con scientifica sicurezza a forza di studiare i fiumi, tutti i fiumi, hanno scoperto che non sono matti, è la loro natura di fiumi che li obbliga a quel girovagare continuo, e perfino esatto…

The Libertines