A Pietro Ingrao

Ho letto la Tua intervista sull'Unità del 28 marzo.Oggi vorrei scrivere che tale intervista non mi persuade del tutto. Dopo la nascita del Pd si apriva una sfida inedita. Dare corpo, pensiero e forme ad una nuova sinistra popolare capace di parlare al Paese. Purtroppo, caro Ingrao, tutto questo non è successo. Anzi si è consumata una fuoriuscita dei piccoli partitini che, non sono il male peggiore, ma con essa sono uscite le tante persone che si sono astenute alle ultime elezioni. E che sono la cosa più importante. A questi si aggiungono oggi molti elettori delusi dal Pd. Non credo, come tu ai accennato, che a tutte queste persone si possa parlare ripartendo dall'identità e dai simboli. Sai bene che quei simboli sono stati mortalmente colpiti dalla storia. Il punto non è come far sopravvivere in Italia una forza comunista ma, come dar vita ad una sinistra che tenga insieme coloro che vengono dalle tradizioni storiche e quelli che sono sinistra in altro modo, con altri percorsi e culture. Quella sinistra autonoma, che avversa la destra, ma che compete apertamente con il Pd. E' assurdo comunque, che, in questo momento manchi in Italia una grande forza della sinistra. Purtroppo è da rifare tutta una sinistra. Nessuno delle sue parti, così com'è ora, è in grado di essere un riferimento per gli altri. Quindi, caro Pietro, quello che è attualmente prioritario è mettere in campo un nuovo soggetto politico della sinistra, togliendoci di dosso tutti i vecchi simboli e vestendoci di quella umiltà, generosità e comprensione che la fase richiede.

Commenti

  1. La sinistra ha le ossa rotte, ma guarirà.

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  2. Errebi08:19

    Lo spero vivamente

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  3. ma che vuol dire sinistra? mancano i radicali, i socialisti, i comunisti, i repubblicani, i democristiani di sinistra...? Chi manca? Non sono tutti uguali e far sopravvivere le identità non vuol dire niente, bisogna farle vivere se sono vitali e se non lo sono bisogna capire cosa si vuole costruire, ma il più grande male della nostra parte politica da 20 anni a questa parte è stata non avere il coraggio di darsi un nome.

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  4. caro Alessandro sono d'accordo con te anche se non è importante darsi un nome ma, l'importante è costruire unja linea politica che sia una vera proposta alternativa al governo di destra. Ciao alla prossima

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  5. Anonimo23:27

    La Sinistra è un modo di essere, non ha bisogno né di dogmi né di abiure. Chi ha avuto paura dei "vecchi" simboli, chi è caduto nel tranello di prendere le distanze dal passato, chi era imbarazzato del comunismo ha prodotto alla lunga la catastrofe elettorale del 2008.

    Chi si è nutrito di pragmatismi e "proposte" alternative, chi è stato talmente miope (o in malafede) da negare l'emergenza democratica degli ultimi quindici anni, chi ha predicato il dialogo ha fabbricato quel mostro di condiscendenza dell'attuale "opposizione", che strizza l'occhio a Berlusconi come suo principale procacciatore di voti, grazie al ricatto della paura provocato da un sistema "bipolare" che poteva (e doveva) essere demolito, non rafforzato dagli elettori: se solo avessero avuto del sale in zucca. Tutto fuorché un'alternativa.

    Chi ha seguito il Partito Democratico, anzi lo pseudopartito antidemocratico su questa strada è responsabile morale della decadenza presente e futura del paese.

    Bando alla politica delle verginelle,

    ¡Hasta la victoria siempre!

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