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Mourinho lo Sgarbi quotidiani

Dipende da quello che sei. Se sei un tifoso interista, da ieri stai lì, torace al vento, che esulti nei blog e nei bar, che saluti il tuo nuovo messia al motto di "siamo uomini o caporali", inneggiando al metallo puro di cui sarebbero fatti i suoi attributi. Diverso, molto diverso, se sei un tifoso di Juventus, Milan o Roma, soprattutto se sei il loro allenatore. Smaltito lo stupore e poi l'attacco di bile, inevitabile darsi al libero sfogo di fantasie confessabili, del tipo come deformare quel faccino simmetrico da stereotipo cinematografico, meglio ancora sarebbe bastonarlo sui denti, secondo il noto auspicio di un dirigente del Catania, qualche tempo fa pure lui trafitto dalla parola assassina dello Zorro di Setubal. Certo è che il suo show di ieri in conferenza stampa, con la scusa della coppa Italia, sette minuti sette, gettonatissimi in decine di siti on line, ha ufficialmente aperto anche nel calcio l'era dello sgarbismo, ovvero la malattia infantile del superomismo. Un concentrato del migliore o peggiore repertorio di Mourinho: faccine imbronciate, sguardi messianici, passaggi profetici, impennate demagogiche e chi più ne ha più ne metta. Ha praticamente stabilito con l'anticipo tipico dei veggenti che Roma e Milan devono già fare l'inventario del loro fallimento e che la Juventus, di fatto, è ancora lì nel marcio, che va avanti a colpi di favori arbitrali. Una prodezza, la sua, a poche ore da una partita in cui la squadra che allena è stata prima dominata e poi salvata da un'invenzione arbitrale. Forse avvicinarlo a Sgarbi è un pò troppo pretestuoso, la differenza con l'originale è evidente. Il primo ama il confronto, lo cerca, vuole il ring, l'ammucchiata, il corpo a corpo, Josè è un cavaliere solitario che predica nel deserto e rifiuta il confronto. Prima o poi ci mostrerà le stimmate. Un uomo che esiste solo in funzione dei nemici che accumula, numeri che certificano la sua grandezza. Nella foga di fare a pezzi il mondo avverso, Mou non si è reso conto di quanto apparire piaccia assai al suo amato presidente Moratti, altro timido sedotto e abbandonato dalla telecamera. Certo, possiamo ora dire di saperlo il vero movente che ha spinto questo non comune personaggio a una così rapida e forbita acquisizione della nostra lingua. Rispetto di una nazione ? No, smania di acquisire in fretta lo strumento per dimostrare a una nazione intera quanto fosse fortunata nell'ospitare, senza meritarlo un simile genio. Labile nel calcio come nella vita, non sà Mourihno, chèeil confine tra il genio e la macchietta, come tra l'uomo e il caporale, quasi sempre convivono nella stessa panchina.

Commenti

  1. ciao Rena..... le cose dette da Mou sono cose vere, però dette forse con toni sbagliati e un pò troppo plateali. va bè, lui è così, vorrei vedere più impegno, invece, nel stendere una formazione, perchè domenica dopo domenica, se nn regala il primo tempo agli avversari nn è contento....
    Adesso voglio vedere cosa scriveraidel 3-0controla samp! :-)
    ps:meglio nero-azzuri che rosso-neri!!!! hahahaha (di questi tempi poi)

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  2. errebi08:24

    Ciao Tommy, è indubbio che Mou non è un grande tecnico, è indubbio che non sia in grado di dare un gioco alla squadra, è indubbio che non abbia un minimo di umiltà, è indubbio che la lezione subita ieri sera non lo tange più di tanto. E' certa una cosa : serietà, rispetto per gli altri e qualche volta mettersi in discussione non potrebbe far altro che fargli bene.
    Comunque sempre meglio rossoneri con qualsiasi situazione e in qualsiasi serie
    Ciao

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