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Dedicato a mia MOGLIE

Ci ho pensato molto ieri sera ma, non trovavo il modo di esprimere quello che volevo dire e soprattutto quello che provo dentro al profondo del cuore. Tredici mesi possono sembrare niente eppure per me sono una eternità. Tredici mesi dove Tu ti sei profondamente dedicata a seguire nostro figlio Federico dopo il tragico 31 Gennaio 2008. Tredici mesi di speranze, gioie e dolori. Una forza fisica e interiore tenuta nascosta dentro ed esplosa in tutta la sua energia in questo doloroso fatto. Ancora una volta hai dato dimostrazione di essere il fulcro della nostra famiglia, di essere riuscita a prendere legna, tanta legna e accendere un fuoco così alto da trasmetterci un enorme calore. L'amore, penso, non è altro che prendere legna, e a poco a poco accendere un fuoco. Alimentarlo con altra legna fino a quando ti accorgi che non occorre più alimentarlo perchè resta acceso da solo. Tredici mesi, quasi sempre divisi, io nella nostra casa e Tu con Federico. I ritorni alla sera in una casa silenziosa senza luce, senza rumori, senza niente. Tu con Federico senza un sostegno vicino con il solo conforto delle mie telefonate e con le speranze, condivise, di un futuro meno tragico. Le Tue notti da sola , in quella stanza in affitto, i Tuoi risvegli notturni pieni di angoscie e paure, le Tue giornate con nostro figlio. Incredibilmente incredibile. Era bello sentirti al telefono quando mi raccontavi la gioia per i progressi di Federico, era bello anche quando mi raccontavi i tuoi dubbi, le tue angoscie, le nostre speranze. E poi il sabato, l'essere insieme con Te e Federico. Le paure e i timori non passavano ma si condividevano insieme, legati dalla speranza di riavere in qualche maniera Federico. Un incredibile prova, difficile e inimmaginabile. Tutto questo è sempre stato e sempre sarà dentro di me. Immagino avresti preferito sentirlo a voce ma, lo sai, lo dici sempre parlo poco. Tutto ciò semplicemente per Amore.

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[…] mi viene solo in mente quella storia dei fiumi, […] e al fatto che si son messi lì a studiarli perché giustamente non gli tornava 'sta storia che un fiume, dovendo arrivare al mare, ci metteva tutto quel tempo, cioè scelga, deliberatamente, di fare un sacco di curve, invece di puntare dritto allo scopo, […] c'è qualcosa di assurdo in tutte quelle curve, e così si sono messi a studiare la faccenda e quello che hanno scoperto alla fine, c'è da non crederci, è che qualsiasi fiume, […], prima di arrivare al mare fa esattamente una strada tre volte più lunga di quella che farebbe se andasse diritto, sbalorditivo, se ci pensi, ci mette tre volte tanto quello che sarebbe necessario, e tutto a furia di curve, appunto, solo con questo stratagemma delle curve, […] è quello che hanno scoperto con scientifica sicurezza a forza di studiare i fiumi, tutti i fiumi, hanno scoperto che non sono matti, è la loro natura di fiumi che li obbliga a quel girovagare continuo, e perfino esatto…

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