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Dalla fine della prima guerra mondiale alla nascita del fascismo

Nonno Luigi racconta III (Passando in mezzo ai regimi dittatoriali)
Terminati i proclami di vittoria e le acclamazioni di gloria, l'Italia agricola si ritrova con i gravi problemi della miseria e della disoccupazione. Le frangie politiche sono in lotta. Ora i nonni Lancerotti abitano al civico 5509 in corte Rubi alla Fava, un appartamento situato al piano terrazza costituito da detto piano e piano superiore. Nella stanza degli ospiti dormivano gli operai che venivano dalla campagna, settimanalmente, per lavorare. Fra questi, Gino, mio padre. Ora la famiglia di Marco è composta da 5 persone fra cui le sorelle Nina, Teresa e Maria. Teresa lavora in una sartoria sita sopra la rampa del ponte di S.Antonio, che immette al capo S.Bartolomeo. Così si formarono i promessi sposi. L'anno 1921 è per Gino e Teresa l'anno dei fiori d'arancio. L'Italia è agitata da scioperi, Gino entra nelle Ferrovie Statali; in Russia Leni, ha instaurato la dittatura del proletariato; un maestro di Predappio, lasciato il partito socialista, fonda i fasci di combattimento (1919) e il partito fascista. Nina ha già sposato uno dei giovani ospitati, Giuseppe Spolaor da Maerne. Sono andati ad abitare alle Fondamente Nuove e hanno un figlio: Giordano (chiamato Bruno), figlio della defunta prima moglie di mio zio. Era il 17 Gennaio 1922 che per opera di mio padre e di mia madre e per volontà di Dio nasce in casa Lancerotti un bambino a cui vengono imposti i nomi : Luigi-Marco-Maria. Così sono venuto al mondo. Forse un perchè ci sarà. La mamma mi raccontò che faceva molto freddo e la camera dei nonni non era riscaldata. Nevicava, e la levatrice amava riscaldarsi con qualche bicchiere di vino. Anche il nonno e papa avevano abbondantemente contribuito all'osteria di "Pasqual". Nello stesso anno zia Nina aveva il suo primo figlio, mio cugino Dario. Il 28 Ottobre di quell'anno Benito Mussolini faceva la marcia su Roma e si impradoniva del potere, con il beneplacito del rè. Era fascista anno I°.

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[…] mi viene solo in mente quella storia dei fiumi, […] e al fatto che si son messi lì a studiarli perché giustamente non gli tornava 'sta storia che un fiume, dovendo arrivare al mare, ci metteva tutto quel tempo, cioè scelga, deliberatamente, di fare un sacco di curve, invece di puntare dritto allo scopo, […] c'è qualcosa di assurdo in tutte quelle curve, e così si sono messi a studiare la faccenda e quello che hanno scoperto alla fine, c'è da non crederci, è che qualsiasi fiume, […], prima di arrivare al mare fa esattamente una strada tre volte più lunga di quella che farebbe se andasse diritto, sbalorditivo, se ci pensi, ci mette tre volte tanto quello che sarebbe necessario, e tutto a furia di curve, appunto, solo con questo stratagemma delle curve, […] è quello che hanno scoperto con scientifica sicurezza a forza di studiare i fiumi, tutti i fiumi, hanno scoperto che non sono matti, è la loro natura di fiumi che li obbliga a quel girovagare continuo, e perfino esatto…

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