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Dal I° anno dell'era fascista all'inizio della II guerra mondiale

Nonno Gigi racconta IV (Dal balilla all'avanguardista tutto un'adunata)
Avevo un anno quando i miei genitori si trasferirono a Mestre in un appartamento dei nuovi fabbricati in concessione ai ferrovieri. Mio padre aveva 23 anni e soffrì del distacco dalla famiglia e da Venezia, anche se ora il collegamento con la città era effettuato in ferrovia con il ponte translagunare. Nel dicembre 1923 sò camminare. Il 19 la mamma dà alla luce mio fratello Mario. Se pur sfocata nel tempo, rivedo la mamma seduta nella sedia in cucina mentre allatta Mario. Le lacrime le scendevano sul viso. Papà viaggia anche per più giorni senza ritornare. E' la vita. Nevica quando, al compimento dei miei tre anni, mamma mi porta in braccio all'asilo delle suore in via A. Costa, avvolto nello scialetto di lana rossa. Quanta angoscia nei bambini alla loro prima separazione dal nido famigliare. Sono fotografie indelebili. Lo sguardo fisso alla vetrata lignea al centro della quale è la porta dove la mamma si è allontanata non meno angosciata, la mano sul mio bauletto di vimini contenente la mia merenda, rimango immobile seduto sulla panchina che completa l'unico arredamento di questa sala d'attesa. Suor Angelina e Suor Prassede saranno le mie buone, pazienti custodi. Il tempo farà la sua parte. L'anno seguente sarò all'asilo delle Caossiane in via Piave, assieme al piccolo Mario. Seguiranno le scuole elementari C.Battisti. I primi tre anni saranno difficili per la mia indole vitale e distratta. Ogni anno un maestro nuovo. Ripeterò la terza. A 11 anni il mio primo viaggio a Roma con i genitori a zia Mary. Da Roma a "Sifelli di Veroli" ospiti del seminario dei padri Redentoristi. Ricordo i quieti vasti giardini entro le mura del seminario. Ricordo le misere casupole dei "cafoni" che abitavano nelle aride montagne, i bambini coperti pietosamente cheattorniano festos il reverendo padre generale, durante una visita ai luoghi esterni dopo il pranzo, e le piccole caramelle che il sacerdote distribuiva sussurandoci che non fanno per noi. Terminate le elementari vengo iscritto alla scuola professionale L.Sanudo di Venezia. La nuova isruzione mi è congeniale; il disegno geometrico e l'ornato, la scultura in plastica, la falegnameria, la meccanica fabbrile, integrate dagli studi di tecnologia, scienze applicate, matematica ecc. A 15 anni i miei studi sono terminati. Avrei voluto proseguire con l'istituto tecnico ma eravamo in due. Inoltre l'istituto era a Vicenza. Frequento gli ultimi due anni del quinquennio di scuola di disegno meccanico a Mestre e mi iscrivo ai corsi di meccanica superiore alle scuole riunite per corrispondenza. Frequento inoltre la GIL (Gioventù Italiana del Littorio): prima "balilla", poi da "avanguardista". I raduni e le adunate avvengono nella palestra tra via Dante e via Cappuccina (sarà nel dopoguerra la sede dei vigili del fuoco). La domenica mattina adunata e sfilata in piazza (divise e moschetti gratuiti e, sempre gratuita la ginnastica); la scuola di musica; la scuola di aereomodellismo;l'annuale campeggio DUX a Roma. La tessera obbligatoria costa 5 lire (10 Kg di pesche costano una lira) e sul retro porta stampato il giuramento al Duce: Giuro di servire con tutte le mie forze e se necessario con il mio sangue la causa della rivoluzione fascista - A Noi !
Durante le vacanze scolastiche ho appreso alcuni lavori professionale (mio padre mi metteva presso artigiani locali, gratuitamente, purchè non stessi in strada). Da Zanessi ho imparato tutto sulle biciclett. Da un falegname ho messo in pratica le mie nozioni scolastiche, infine da un meccanico ho preso contatto con il tornio parallelo. Ha 15 anni la mia prima occupazione: officina fabbrile Cavilli Giovanni, via Torre Belfredo. L'anno successivo, con disappunto del mio padrone, mio padre mi toglieva dall'officina (avevo avuto il mio primo aumento di paga, da 20 a 25 centesimi l'ora) e venivo assunto dalle nuove officine Galileo come allievo tornitore.
Mia madre vedeva nel tornitore il mio futuro, era infatti una specializzazione rara e ben remunerata. A 17 anni veniamo (eravamo in tutto 5 o 6 ragazzi più il capo) convocati in direzione dove ci informavano che l'officina cessava l'attività meccanica per trasformarsi in ottica. E' il licenziamento, dopo aver montato le nuove macchine per la lavorazione delle lenti. Rimango disoccupato per 6 mesi, demolarizzato e avvilito. Finalmente mio padre riesce a farmi assumere nell'officina meccanica del cantiere Breda: allievo tornitore. Fequento la scuola di specializzazione per tornitori e : sono tornitore meccanico.
Mi inserisco nella vita adulta. Il cinema muto ha lasciato il posto al sonoro. Fred Astaire e Ginger Rogers mi insegnano il ballo. La domenica, con gli amici, giochiamo a biliardo, all'apertura della sala andiamo a ballare e, alla sera, ci ritroviamo per la partita a ramino.
Le adunate premilitari sono ormai di massa. Il Duce arringa le folle per la "battaglia del grano"; le famiglie prolifiche ricevono premi; i treni popolari trasportano a Roma le "donne rurali" guidate dalle "fiduciarie del fascio", vanno a vedere il Duce, e subirne il fascino oratorio; "siamo 8 milioni di baionette" chi per la patria muore vissuto è assai "meglio vivere un giorno da leone che cento anni da pecora" "volete burro o cannoni ?".
1939 - Germania-Giappone-Italia firmano il patto militare : l'asse Roma-Berlino-Tokio.

Commenti

  1. Ida Spairani17:41

    Commovente, toccante il racconto di un uomo vissuto in un periodo difficile con modestia,semplicità, rispetto,dignità ed ubbidienza al regime che, sicuramente, merita critiche severe.

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