Dai primi del '900 alla prima guerra mondiale

Nonno Luigi racconta II (Attraverso lutti e rovine)
Era l'anno 1900 quando nella casa dei nonni, a S.Francesco, nasceva mia madre. In quello stesso anno il re Umberto I veniva ucciso da mano anarchica e saliva al trono Vittorio Emanuele III. Tuttavia erano anni di pace per l'Italia unita. A completare l'unità nazionale macavano però due tessere, Trento e Trieste. L'illuminazione elettrica inizia la sua storia nelle abitazioni.
Mio padre aveva 9 anni. Era quinto di 11 fratelli. Nato a Maerne il 8/09/1891 da Angelo Scanferla e Filomena Granzo. Di mio nonno Angelo non posso avere ricordi poichè è deceduto a 45 anni. Faceva il calzolaio e il campanaro e, come suo padre, cantava nel coro parrocchiale. La nonna Filomena, la ricord una tipa sveglia, la faccia segnata da profonde rughe che accusavano una vita di fatiche. Nella pur breve vita di mio nonno ha avuto undici parti; la cura dei figli, degli animali da cortile, della casa, del campo e l'asma di cui soffriva, hanno lasciato la loro rude impronta. Quando andavamo a trovarla, d'estate,in bicicletta o in trno, nella loro casa in strada Frassinelli, stava seduta in una sedia per non affaticare la respirazione. La casa, piano terra e piano superiore, era accostata a quella dello zio Silvano, dal quale una siepe ad altezza d'uomo divideva la proprietà. Era una piccola casa di campagna che lo zio Giuseppe, rimasto in casa, aveva completato di pavimentazione su terra e imbiancata a calce.
All'età di 12 anni mio padre lasciò la casa per andare a lavorare seguendo le orme dei fratelli maggiori. Le bocche da sfamare dovevano cercarsi di che cibarsi. Partiva a piedi all'alba per recarsi, ogni lunedi, a S. Giuliano dove il vaporetto lo avrebbe portato a Venezia. Qui faceva i lavori più umili: ora in una trattoria, poi una pasticceria o aiuto muratore.
All'età di 20 anni viene riformato dal servizio militare per scarsità toracica. Era il 24 Maggio 1915, anche l'Italia dichiara guerra all'impero austro-ungarico per riavere Trento e Trieste. Il torace di mio padre diventò così idoneo al servizio militare. Sarà tra i combattenti del Carso, poi in Belgio, poi in Francia. C'era anche lui, ma, a suo dire, c'erano anche gli altri. E' la I guerra mondiale.
Doveva essere una guerra lampo, l'armistizio venne firmato dopo quattro lunghi e disastrosi anni. Ma fu vinta. Nel 1912 vi fu l'annessione delle colonie (Libia) e del Dodecaneso ora Trento e Trieste erano italiane.
Alla "sabauda stirpe eroica- custode del patrio onor", come dicono le parole dell'inno reale, vanno glorie e onori; alle popolazioni molti lutti, mutilazioni e miseria.
Ma mio padre...torna vincitore.
Con la guerra si sono consumate le distruzioni e stimolate e affinate le invenzioni. E' nata l'aereonautica, moderni biplani volteggiano in cielo. E. Berliner ha inventato il grammofono a disco, perfezionando l'opera di Edison inventore del fonografo. Oltre le scuri nubi del dopoguerra l'alba di una nuova moderna generazione stà per sorgere.
Nonno Gigi

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