Campionato...dopo la batosta in Europa

Canguri in retromarcia. Come nel 2002, non ci saranno italiane fra le otto qualificate per i quarti di Champions League. Il made in Italia pallonaro peggiora, ma la vita continua. L'Italia prova a consolarsi con le proprie rivalità da civiltà dei Comuni, in un paese dove il campionato conta moltissimo, forse persino più della Champion Leauge. Senza distrazioni europee e con undici partite da giocare (si chiude il 31 maggio), la Juve, con uomini ed energie contate, è convinta di poter minacciare l'Inter, avanti di sette punti. Il Milan, che ha dodici punti meno dell'Inter, gioca in difesa del terzo posto (cinque punti sulla quarta) che consente di arrivare in Champions, senza passare dal preliminare. La lotta più serrata è quella per il quarto posto (Champion attraverso un doppio preliminare) con tre squadre in un punto: Fiorentina (46), Roma e Genoa (45). Da qui al 31 maggio, chi vorrà, si guarderà la Champion degli altri e, a parte la perdita economica e di prestigio, la dimensione italiana è questa. Perchè da ora in poi si potrà litigare sul fuorigioco di centimetri e verrà dimenticato l'arbitraggio in stile europeo, nonostante gli sforzi di Collina. Si tornerà a parlare molto e a giocare poco in campo: punizioni trasformate in comizi di tre minuti intorno agli arbitri; giocatori a terra per malanni di gravità variabile in base al risultato (chi è in vantaggio ha più infortunati di chi stà perdendo); panchine sempre molto preoccupate di capire che cosa ha fatto vedere la tv. Se l'Italia fatica ad emergere nelle coppe europee è anche perchè quì và di moda il calcio virtuale, quello della moviola, mentre sopra le scogliere di Dover piace il calcio giocato e infatti gi inglesi riempiono ancora gli stadi. Che sono proprietà delle società, mentre gli illuminati dirigenti italiani hanno bruciato in ingaggi i miliardi (di lire) e i milioni (di euro) versati dal '90 dalle tv.
Ritornare al campionato è un modo per ripartire dalla vecchia abitudine secondo la quale la partita è un dettaglio e quello che conta è tutto ciò che sta intorno al match. Di Mourihno ad esempio, interessano i monologhi pre-partita e non ci si chiede perchè l'Inter sia peggiore nel gioco rispetto al passato remoto (Mancini) e anche prossimo (il giorno d'andata). Fuori dall'Europa, l'Italia ritrova la sua vera passione: il campionato. E la voglia di litigare

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