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L'iniziativa del governo sul diritto di sciopero...

Ricordo bene quando le metropoli andavano in tilt per gli scioperi. Perchè avevano luogo ? Non per smanie selvagge ma per contratti scaduti da mesi e anni. Ora sarebbe arrivato il toccasana, la bacchetta magica capace non di far rispettare gli accordi, ma di riportare l'ordine, la quiete, mettendo il bavaglio all'iniziativa sindacale. E' questo il messaggio che il centrodestra diffonde attraverso quasi tutti i mass media. Una sceneggiatache nasconde il vero obiettivo: non andare alle cause delle agitazioni sindacali, non risanare il sistema dei trasporti, ma demolire il diritto di sciopero qui, oggi, per attaccarlo, domani, ovunque.
Fare del sindacato un organismo burocratico staccato dal mondo del lavoro. Non siamo al codice penale voluto dal fascismo che considerava lo sciopero un reato, ma si sente traballare il precetto costituzionale. Nessuno può certo ignorare il fatto che nel settore di servizi delicati come i trasporti - ma anche la sanità - si fornteggiano diritti diversi: quelli degli operatori obbligati a rivendicare quanto dovuto, quelli di altri lavoratori bloccati nelle loro possibilità di movimento. Con i governi di centrosinistra si cercò di dar vita ad una specie di patto di civiltà che difendesse i secondi senza opprimere i primi. Con l'accordo tenecemente cercato dalle tre confederazioni sindacali si scelse la strada del preavviso di dieci giorni per lo sciopero, un minimo di presenza per servizi essenziali, procedure di concliazione, la possibilità della precettazione.Ma al centrodestra non piacciono i patti di civiltà. I ministri Sacconi e Brunetta sono spinti da un'unica missione: perseguire patti di divisione, spaccare il fronte del laoro. Profittare delle stesse debolezze sindacali per riportare i rapporti di lavoro nel pubblico impiego al sistema delle leggi e del clientelismo politico. Ed ora si minaccia di interdire anche le proteste per strada. Stanno riscrivendo la storia sindacale a colpi di mannaia. Siamo con tutta probabilità agli inizi di uno scontro duro. Il muro contro muro. Perchè è chiaro che di fronte a interventi del genere non si può rimanere inerti. Sarebbe necessaria quella che Vittorio Foa aveva chiamato in un libro, prendendo a pretesto il linguaggio degli scacchi, "La mossa del cavallo". Ma ci sono i giocatori in grado di agire ?

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