Al Presidente della Repubblica

Caro Presidente fare il "Presidente della Repubblica" deve essere una specie di esperienza zen di controllo assoluto di ciò che si dice. Prendo ad esempio questa frase dell'altro ieri ( cito dal Corriere) circa l'Università "mi auguro che siano maturi i tempi per ripensare e rivedere scelte di bilancio improntate a tagli indiscriminati". E' un capolavoro di delicatezza, signor Presidente. Chiunque, per esprimere lo stesso concetto avrebbe usato parole parecchio più rudi. Ma il mestiere del Presidente è far arrivare il messaggio senza urtar nessuno. Quindi immagino che abbia escluso in partenza di dire semplicemnte "Tagliare i fondi all'Università è un suicidio nazionale". E non andasse bene "Dove andiamo a finire se non investiamo nell'Università?" Troppo diretto. Anche un classico "Tagliare i fondi all'Università? Ma siamo impazziti?"Sarebbe stato un pò sopra le righe. Insomma ci voleva un lavoro di cesello. "Mi auguro che i tempi siano maturi per ripensare e rivedere le scelte" è un capolavoro. La totale disapprovazione, ma in abito da sera. La traduzione letterale è decisamente più breve : "E ora di smetterla". Grazie Presidente. Tagliare l'istruzione e la ricerca effettivamente per una nazione è come far tagliandosi il ramo da sotto. Può sembrare una buona idea solo a chi non considera che fatica ci vuole ad arrivare ad una certa altezza. E quanto ci si fà male a precipitare giù.

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