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L'opposizione serve se è credibile


La manifestazione della sinistra radicale, che sabato scorso si è trovata in una piazza di Roma per contestare la politica del governo, è stata salutata da alcuni commentatori come una vera e propria resurrezione. Altri l'hanno vista come conferma di un definitivo tramonto. Tuttavia a me pare che valutare il futuro politico della sinistra massimalista dal fatto che nella stessa piazza si ritrovassero sparpagliati leader e leaderini di quella sinistra, e con loro alcuni migliaia di militanti delusi e arrabiati, sia sbagliato. Il dato vero, leggibile di quella manifestazione era l'assenza di una strategia politica.I dirigenti del partito di Rifondazione comunista erano tutti presenti alla manifestazione, ma Vendola e Ferrero marciavano separati. Quest'ultimo vuole ancora 2rifondare" il comunismo. Vendola pensa di unire le membra sparse di una "sinistra d'opposizione", con Mussi, Occhetto, Fava e altri. Con quale prospettiva non si capisce. Anche perchè c'è già il Partito democratico, dove si ritrovano altri pezzi della sinistra tra cui D'Alema, Veltroni, Fassino e compagni, che si qualifica come opposizione e altrnativa di governo.
Un partito anch'esso anomalo rispetto alla siniostra europea. Infatti in Italia al partito del socialismo europeo aderisce solo il piccolo partito ora diretto da Nencini. La sinistra nel suo complesso continua a non capire due processi politici con cui fare i conti. Il primo attiene al fatto che con le ultime elezioni politiche in Italia il bipolarismo si è consolidato ma con una tendenza che va valutata bene perchè si manifesta anche in Europa.
Infatti nel nostro sistema a destra c'è un partito-coalizione (Pdl), alleato con una forza "anomala" come la Lega di Bossi ; e a sinistra c'è un partito-coalizione (Pd) alleato con una forza anomala come l'Italia dei Valori di Antonio Di Pietro. Forze "anomale" che tendono a crescere anche perchè sono entrambi antisistema.
Il secondo processo è una seria difficoltà politica dei partit socialisti i quali nelle elezioni perdono voti, ma non a favore della sinistra radicale, che perde terreno, ma in direzione opposta : i conservatori o la destra populista. Tuttavia i partiti socialisti, ancora una volta, mostrano di essere la sola forza di sinistra che cerca di fare i conti con la crisi e le trasformazioni del capitalismo, cercando di coniugare l'interesse generale con quello della difesa dei lavoratori e dei ceti più deboli. Lo fanno anche oggi che sono in difficoltà.
Ebbene, fuori dai partiti socialisti europei, non c'è altro a sinistra che possa dare voce ai lavoratori e al tempo stesso guardare l'interesse generale della collettività nazionale e internazionale.
Quel che stupisce della manifestazione della sinistra radicale è la separazione di ciò che considera interessi del popolo da quelli più generali del Paese. Debbo dire che anche il Pd non gioca bene la sua partita. La destra populista è quella che è, ma può essere ridimensionata se cìè un'opposizione credibile. Il gradimento del governo, anche nel corso della crisi, è cresciuto ed è al 67%. Non penso che questo vantaggio si verifichi per particolari meriti dei governanti. Si verifica per il fatto che non c'è ancora un'alternativa credibile.
La sinistra radicale da una parte ed il Pd dall'altra mostrana una sostanziale impotenza. E temo che le "grandi" manifestazioni, quella già fatta e l'altra del Pd il 25 ottobre, legittime e certo da non demonizzare, in questo quadra servano proprio a confermare questa impotenza tutta politica. Volete o no regionare sui fatti ?

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