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Ci si preoccupa dei colombi, non di meganavi


Diciannovemila colombi su ventimila sono scomparsi da Piazza San Marco, secondo le ultime notizie della Soprintendenza. Perfetto! I monumenti marciani sono salvi! Mille colombi non fanno venire meno l'aspetto pittoresco della Piazza (sempre secondo la Soprintendenza), perciò è salvo anche l'aspetto commercil-turistico-pseudo culturale. Sarà ai 19.000 piccioni scomparsi (volati per fame in un mondo migliore) che il nostro sindaco ha dedicato un pensiero ad Assisi, mentre donava l'olio per la lampada votiva sul sepolcro di San Francesco, giusto sotto il monumento di bronzo in cui appiano anche dei colombi? Intanto immense navi con camini che emettono fumi dannosi alle pietre dei nostri palazzi e alla nostra salute continuano imperturbate a transitare ogni giorno per la nostra laguna. Mi domando quindi: la Soprintendenza e i rappresentanti comunali sono talmente occupati a contare i poveri colombi affamati rimasti in Piazza e a prevedere quali danni possano arrecare con i loro becchi e le loro zampette, da non accorgersi di queste mastodontiche imbarcazioni e dei danni irreparabili che stanno provocando alle fondamenta delle case, aelle rive, ai ponti, ai fondali della laguna con il loro passaggio e ai marmi dei monumenti con le loro emissioni di fumi?

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Sei un fiume forte, non ti perderai

[…] mi viene solo in mente quella storia dei fiumi, […] e al fatto che si son messi lì a studiarli perché giustamente non gli tornava 'sta storia che un fiume, dovendo arrivare al mare, ci metteva tutto quel tempo, cioè scelga, deliberatamente, di fare un sacco di curve, invece di puntare dritto allo scopo, […] c'è qualcosa di assurdo in tutte quelle curve, e così si sono messi a studiare la faccenda e quello che hanno scoperto alla fine, c'è da non crederci, è che qualsiasi fiume, […], prima di arrivare al mare fa esattamente una strada tre volte più lunga di quella che farebbe se andasse diritto, sbalorditivo, se ci pensi, ci mette tre volte tanto quello che sarebbe necessario, e tutto a furia di curve, appunto, solo con questo stratagemma delle curve, […] è quello che hanno scoperto con scientifica sicurezza a forza di studiare i fiumi, tutti i fiumi, hanno scoperto che non sono matti, è la loro natura di fiumi che li obbliga a quel girovagare continuo, e perfino esatto…

dal libro "Marcovaldo"

"Papà" dissero i bambini, "le mucche sono come i tram? Fanno le fermate? Dov'è il capolinea delle mucche?"
"Niente a che fare coi tram" spiegò Marcovaldo, "vanno in montagna."
"Si mettono gli sci?" chiese Pietruccio.
"Vanno al pascolo a mangiare l'erba."
"E non gli fanno la multa se sciupano i prati?" Italo Calvino

A Napoli

Troppa folla, troppo disordine, troppo rumore. Non pioveva, ma le strade erano bagnate e umide peggio che in campagna, e dappertutto bucce e cartacce, semi di zucca, scheletrini di pesci, valve di cozze, banchi di pizzaiuoli di paste cresciute esposte alla polvere in un acre fetor d'olio fritto. Domenico Rea