Deriva Democratica


Forse non ce ne siamo accorti ma il nostro "primo ministro", con il suo autoritarismo ci stà portando verso una deriva democratica "modello argentino".
Stiamo infatti assistendo, almeno dal mio punto di vista, a un progressivo indebolimento dell'iniziativa parlamentare. Avviene in tenti modi. Ad esempio con gli ostacoli posti all'elezione del presidente della vigilanza Rai, ma, anche con la mancata integrazione dei giudici mancanti della corte costituzionale, che è organo fondante della Repubblica.
E ancora, con un ricorso ai decreti legge così frequente da rimpiazzare la normale attività parlamentare. Per non parlare dell'abolizione delle preferenze nelle gare elettorali, un sistema che ha trasformato i parlamentari in trofei dei capi di partito.
Ma, penso, fattore ancora più importante, è quello di un parlamento debole, dove l'unico ruolo politico è svolto dal governo. Che, oltretutto, non riconosce una sua dignità all'opposizione.
Siamo a una sorta di presidenzialismo, sul modello argentino, con tutto ciò che ne consegue.
Quindi, mi rivolgo all'opposizione, la via di un'apertura costruttiva promessa all'inizio della legislatura da Berlusconi è stata una colossale bugia e,io, ho fatto come San Tommaso : ho preferito aspettare per vedere se era vero e non come era forse legittimo pensare credere all'uomo dalle mille promesse.
Ora cosa si pensa di fare ? Subire passivamente l'opera di svuotamento della Democrazia che il nostro Silvio ci stà propinando, o reagire attivamente ricominciando il dialogo con Idv e partecipare congiuntamente alle due manifestazioni dell'11 e 25 ottobre contro il governo ?
Ma, staremo a vedere.

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