Take me away with you


C'era una volta un albero che si credeva una nuvola. Confondeva le sue fronde soffici e panciute con il profilo ondoso delle viaggiatrici che solcano il cielo, e per questo sentiva di non appartenere alla terra, che senza pietà lo ancorava saldamente a sé attraverso le radici. Ogni giorno allungava i rami verso la volta celeste, come ad aggrapparsi a quelle che gli parevano sorelle dispettose e incuranti.
"Portatemi via con voi", implorava, ma le nuvole non gli davano retta, e perseveravano serene nel loro moto.
Gli altri alberi lo trattavano con sufficienza, convinti che prima o poi gli sarebbe passata quella fissazione, e che avrebbe ripreso presto a comportarsi come una pianta normale. Ma lui non si dava per vinto, e ogni refolo di vento era il pretesto per allungare i suoi rami verso il desiderio impalpabile d'essere vapore.
Successe così che centimetro dopo centimetro l'albero che si credeva una nuvola cominciò un lento, impercettibile cammino verso il cielo.
Passarono gli anni, e l'albero, che nel frattempo aveva percorso miglia e miglia sospinto dal vento, si trovò finalmente sulla sommità di una collina, in alto, vicino al firmamento come non lo era mai stato.
Arrivarono le nuvole e lui ebbe un fremito lungo tutta la corteccia. "Portatemi via con voi", fece l'albero al colmo della gioia.
Ma le nuvole, per l'ennesima volta non gli risposero nemmeno. Si limitarono ad attraversarlo come fantasmi, avvolgendolo nella loro pallida indifferenza.
Lui allora, tutto a un tratto, si accorse di essere invicibilmente solo: gli altri alberi li aveva lasciati giù a valle, a nutrirsi della terra fertile alle basse altitudini.
Lui, che era arrivato fino al cielo per inseguire il suo sogno, non aveva nemmeno più le energie per muovere un ramoscello.
Così si rassegnò, e rimase immobile nella sua eterna solitudine, i rami sporti come a tentare di toccare le nuvole che tanto lo avevano attratto.
Quell'albero è ancora lì, e chi volesse andare a cercarlo per farsi raccontare la sua storia lo può trovare lungo la strada che serpeggia le colline della Toscana, poco prima dell'incantevole borgo di Casciano di Murlo.

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