Il Piave mormorava



Il 24 maggio '15 è il giorno della prima fucilata: il colpo eheggia alle 22,30. A spararlo fù la guardia di finanza Dall'Acqua contro un austriaco avvicinatosi cautamente al ponte sull'Judrio per incendiare una mina e lo ucciderà. Lo Judrio è sopra Cormons. Pietro Dell'Acqua è un trevigiano di vent'anni, di pattuglia con il finanziere cagliaritano Costantino Carta; entrambi saranno decorati con medaglia di bronzo.
Il giorno che cade di Lunedì,quel 24 maggio, quando tuona il cannone del forte Verena, sull'Altipiano dei Sette Comuni c'è già stato un caduto, l'alpino udinese Riccardo Di Giusto.
Attorno la vita continua: "Aperto come al solito" si legge sulla porta dei negozi di Asiago. Le strade brulicano di soldati, ma le scuole funzionano regolarmente. "Cittadini dell'Altipiano", si legge in un manifesto affisso in piazza, "L'oneore e il prestigio della nostra grande patria sono ormai affidati all'esercito e all'armata. La nazione deve attendere fiduciosa e tranquilla.Vi invito pertanto a mantenere sempre ed in ogni occasione la calma e la serenità".
L'inno "Serbi Iddio l'austriaco regno" viene trasformato dai soldati in "Sperda Dio l'austriaco regno/cada Checco imperator"
A Cervignano del Fiuli i bersaglieri entrano spraando in tutto due cannonate. I soldati chiedono ad un contadino seduto sulla spalletta dove sia il nemico e quello senza esistare : "Il nemico siete voi".
Cortina è presa da un mestrino, il sottotenente Edmondo Matter rientrato dall'estero per aurruolarsi.
Il 30 maggio il forte di Luserna alza bandiera bianca, il comandante e gli ufficiali saranno arrestati e processati a Trento per tradimento, tre anni dopo saranno assolti.
L'Austria ha spopolato il Trentino, 180 mila abitanti, metà della popolazione, è stata dirottata per i campi profughi sul Danubio, in Boemia, in Moravia.
Sessamtamila uomini validi sono stati richiamati, sui muri grandi avvisi danno 24 ore di tempo per presentarsi ai distretti.
Molti hanno varcato clandestinamente la frontiera. Tra glia altri. Cesare Battisti, Fabio e Fausto Filzi, Damiano Chiesa.
Si và all'attacco del confine come ad una scampagnata, l'ufficiale in sella al cavallo, i fanti a piedi col fucile in spalla. I generali hanno fretta di avanzare, senza tenere abbastanza conto che non basta andare avanti, ma interessa, sopra tutto, non mettersi nelle condizioni di essere costretti a retrocedere.
Molti si espongono al rischio per raccogliere i bossoli delle granate austriache, vogliono un ricordo da portare a casa, hanno paura che la guerra finisca presto e di restare senza cimeli.
Nella piatta e coltivata pianura friulana gli scontri tra le pattuglie di cavalleggeri e bersaglieri italiani con reparti austriaci durono pochi minuti e si concludono con molto spavento, pochi spari e ritirate reciproce.
Fà caldo l'estate è arrivata in anticipo.I fanti hanno sete, ma temono che gli austriaci abbiano avvelenato l'acqua e costringono gli abitanti ad assaggiare.
Il bollettino di guerra n 1 del 25 maggio 1915 segnala l'occupazione del villaggio di Caporetto nell'alto IAsonzo, sovrastato dal monte Nero. Oggi Caporetto si chiama Kobarik, in territorio Sloveno.
Le prime tre settimane di guerra sono fatte di modesti sconfinamenti. Cadorna non prende l'iniziativa perdonodo la facoltà di occupare posti chiave, come il Sabotino, che poi costerà migliaia di morti.
Il fronte è come una S rovesciatache va da Ortles a Monfalcone, dalle Alpi all'Adriatico, attraversando Riva del Garda - Rovereto - Folgaria - Asiago - Passo Cinque Croci - Cortina - Tre Cime - Monte Peralba -Monte Zermula - Pontebba - Monte Nero - Gorizia - Monfalcone.
Cadorna può contare su quattro armate, ma le forze sembrano mal distribuite
Egli distribuisce e dispone l'esercito sui confini disegnati dal trattato del 1866 e divide la frontiera in sette punti principali :
- Dallo Stelvio all'Adamello ;
- Dal Garda alla Vallarsa ;
- Il Passo Rolle ;
- Il settore Carnico ;
- Dalla conca del Plezzo a quella del Tolmino, con la cima del monte Nero ;
- Gorizia ;
- Il bastione Carsico
Ci sono tutti i nomi che faranno la storia. Nessun imprevisto, la carta di dove si va a morire è stata preparata in anticipo e con una lucidità incredibile.
Nessuna di queste località o alture sarà trascurata dalla morte.
L'Austria, invece ha suddiviso il fronte in due settori, dallo Stelvio alla Croda Nera. Gli austriaci decidono subito di arretrare la linea per restringere il fronte: lasciano un pò di terreno agli italiani, ma sviluppano la difesa soltanto su 400 chilometri.
L'esercito austriaco si basa sui reggimenti ognuno dei quali è costituito da quattro battaglioni di 1100 uomini dotati di mitragliatrici. Dispongono di molti ufficiali e di personale ben attrezzato.
Hanno una potenza di fuoco superiore, l'artiglieria è sicuramente più forte da i cannoni da 80 millimetri, ai mortai da 305, sino all'obice da 380 che può colpire obiettivi lontanissimi.

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