Silvio fa la sua parte, la sinistra fighetta no


Il Silvio non è il demonio. E' un camaleonte, e costituisce nel bene e nel male la vera novità politica, oltre alla Lega, degli ultimi 14anni.
Il resto dello scenario politico è stato costituito solo da attori autoreferenziali. Quanto stà avvenendo è un cambiamento sul quale bisogna investire.
Il camaleonte potrebbe essere entrato in un nuovo scenario: ha risolto tutte le sue vicende amministrative e giudiziarie e oggi vuol essere ricordato come l'uomo della svolta.
Per quanto riguarda la sinistra, conviene tirare una bella riga e ripartire da zero.
Di certo con questi dirigenti, fighettoni e bellocci non si va da nessuna parte. Fidarsi ? Certo che no. Ma, ahimè, non è questo il punto.
Purtroppo, infatti, il dialogo, sembra partire con il piede sbagliato, e paradossalmente per responsabilità più di aVeltroni che di Berlusconi. Cosa c'entra con "le riforme di cui il Pese ha bisogno" la proposta di introdurre per le elezioni europee una soglia di sbarramento ?
Sorge il sospetto che la sola giustificazione di tale proposta sia il terrore dei vertici del Pd di dover fare a meno di quel voto utile che li ha salvati, a stento, dal disastro alle elezioni politiche nazionali.
Se le cose stessero veramente così, figuriamoci che bel dialogo paritario si è avvierà con un intelocutore temibile come Berlusconi.
Il gioco dei quattro cantoni tra fidarsi e non fidarsi vuol dire semplicemente non ragionare di politica.
Se occorre saper essere antagonisti, la cooperazione repubblicana non è un regalo ai vincitori, bensì una sfida agli stessi vincitori e un messaggio forte e chiaro ai loro elettori.
Può darsi che si debba partire dalla tv, ma la strada per andare in paradiso è quella di cercare di riformare proprio la repuibblica senza attendere la propria vittoria elettorale.

Commenti

Post popolari in questo blog

Sei un fiume forte, non ti perderai