Quelli della notte



Eccomi con il secondo mini Post. Proseguiamo con Roma e i suoi vigiles.

2° MINI POST

Notti insonni

I vigiles non erano gli unici " forzati della notte" di 2mila anni fà. C'erano anche carrettieri e adetti ai "mercati generali. In epoca imperiale, il blocco imposto del traffico era la regola. Troppo affollate durante il giorno, le vie più grandi erano aperte ai carri solo dopo il tramonto, quando la gente per le strade diminuiva. Così a Roma (ma anche a Pompei e in altre città imperiali) di notte le strade di accesso ai mercati erano rumorose almeno quanto di giorno. "A Roma la maggior parte dei malati muore d'insonnia, perchè quale casa in affitto consente di dormire ?" ricordava il poeta satirico Marziale. Tanto valeva vivere di notte, come facevano i lucifuges (quelli che rifuggono la luce). Seneca racconto di un in tal Sesto Papinio che si lamentava del suo vicino del piano di sotto, il "lucifugo" Pedone Albinoviano, che ogni notte faceva lavorare i suoi schiavi a suon di frusta e che "all'ora ottava della notte" (cioè verso le due del mattino) se ne usciva in carrozza, svegliando tutti. Dove andava? Forse nella Suburra, il quartiere delle prostitute (lavoratrice della notte per antonomasia), dove i lupanari, almeno stando alle leggi, erano aperti solo di notte.

Errebi ( Fine secondo mini post - Arrivederci a domani con le ronde medioevali)

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