Quelli della notte


In principio furono...... le oche. In una notte senza luna del 387 a.C. le oche sacre del Campidoglio salvarono Roma starnazzando come ossesse mentre i Galli Senoni cercavano di soppiatto di dare l'assalto al colle. Così narra la leggenda. E così quei pennuti sono diventati i primi "guardiani notturni" a passare alla Storia. Ai loro colleghi umani, dalle sentinelle di Troia sorprese nel sonno dai guerrieri di Ulisse alle ronde che battevano le vie delle città medioevali, come a tutti i lavoratori della notte dei secoli successivi, non spettò la stessa gloria.

Questo post vuole essere, nel suo piccolo, un omaggio a tutti i lavoratori della notte, a quelle persone che, mentre noi dormiamo e ci riposiamo dalle fatiche diurne, vigilano sulla nostra incolumità fisica e delle nostre cose. Il post, sarà diviso in 6 mini post, questo per non costringere gli internauti a leggere un periodo troppo lungo e soprattutto, per le persone interessate a ritornare a collegarsi. Incomincierò dall'antica Roma per passare nel Medioevo e per finire ai giorni nostri. UN GRAZIE DI CUORE A TUTTI INTERESSATI E NON.


1° MINI POST
Pompieri
Chissà, forse fu proprio il ricordo delle oche insonni del Campidoglio a ispirare all'imperatore Augusto la costituzione del corpo dei vigiles. Sta di fatto che a partire dal 6 d.C., per suop volere, alle guardie private incaricate di tenere alla larga i malintezionati dalle case dei benestanti si affiancò un servizio pubblico di vigilanza notturna. Anche se sono noti più per essere stati gli antenati dei pompieri, infatti, i circa 7 mila vigiles dell'Urbe non avevano solo il compito di domare i frequenti incendi nelle insulae (i condomini dell'epoca). Tra i loro doveri c'era anche quello di percorrere le strade nottetempo per mantenere l'ordine pubblico.
" Il calare delle tenebre in una città come Roma, priva di illuminazione pubblica, favoriva ogni tipo di scelleratezze, che si cercava di prevenire o contrastare attraverso posti di guardia e pattuglie "" Dopo il tramonto si poteva girare solo con la scorta ".
La notte era (e resta) il terrena di caccia preferito dai ladri. L'expilator (spogliatore) si prendeva anche i vestiti, il saccularius puntava alla borsa del denaro ( sacculus ), mentre tra i malfattori notturni più temibili c'era - si legge in un trattato romano di diritto - chi " infestava le acque e sporcava i canali e le cisterne ".
Le ronde dei vigiles, secondo gli storici antichi, non ebbero un gran successo nella lotta al crimine notturno. Ma precedute da un addetto con una torcia in mano, furono a lungo l'unica luce nelle notti romane. Almeno fino al 210 d.C., quando l'imperatore Caracalla fece installare file di torce nelle vie intorno alle terme, che restavano aperte fino a tarda ora ( e i cui inservienti erano tra gli ultimi a rientrare a casa, nel cuore della notte o quando già albeggiava ). Per poter contere su un sistema di illuminazione più esteso, i Romani dovettero attendere quasi due secoli.
Errebi ( Fine primo mini Post- arrivederci a domani)

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