Dall'antipasto al dolce a tavola con Venesia



Ora immaginate di sedervi a tavola e di farvi servire dei piatti venesiani, in un vecchio bacaro con le travi di legno a vista sul soffitto, le luci soffuse, le vecchie credenze stipate di roba, le pareti in pietra viva, il pavimento in cotto, le voci dei gondolieri che arrivano dai canali e una voce da lontano che canta venesia e la tradizione della città sui piatti.
Buon appetito












El Pan Bogio è veramente uno dei piatti più poveri che si ricordino.
Una volta la consideravano una zuppa molto nutriente che veniva data a vecchi e bambini ma in verità era l'unico modo per fermare i morsi della fame.
Per questa ricetta servono un litro di brodo, 150 gr di pane vecchio, possibilmente non condito, olio di oliva.
Mettete a bollire il brodo col pane spezzettato a fuoco lento e lasciare cucinare per circa30 40 minutia pentola coperta. Il brodo deve ridursi della metà. Servire caldo con un po' di olio d'oliva e formaggio grattuggiato.




Risotto di Go
Molti anni fa i fioi* andavano a pescare sulle rive dei canali di Venezia. I meno bravi prendevano i paganei, pesce scarsissimo, mentre i più bravi e fortunati i Go. Il Go è un piccolo pesce che raggiunge una taglia massima di 25 cm, ha la caratteristica di scavare tane nel fango, profonde fino ad un metro. Da questo piccolo ma molto spinoso pesce si ricava un delicatissimo risotto.
Preparazione: Lessare i go’ con sedano cipolla carote e alloro. Dopo 10 Minuti levarli dal brodo e diliscarli attentamente. Tenere le carni a parte. Passare il brodo dove avete cotto il pesce. Mettere in una casseruola olio, aglio (da togliere quando si è rosolato) aggiungere il riso e versare il brodo un po’ alla volta. A due terzi di cottura, dopo circa 7-8 minuti aggiungere la polpa dei Go e finire di cuocere. Regolare il gusto mantecando adeguatamente col burro. Alla fine cospargere del prezzemolo tritato.





Verze soffegae (Verze soffocate)
Togliere alle verze le foglie esterne, che sono le piu' spesse e tagliare le altre in listarelle sottili. Preparare un battuto di lardo, aglio, cipolla e aggiungere qualche seme di finocchio e farlo soffriggere con un po' d'olio.
Aggiungere le verze, salare e far soffegar* a fuoco molto basso, per circa un paio d'ore, a recipiente coperto. Cosi' facendo, le verze si ammorbidiscono progressivamente, assorbendo la loro acqua di cottura. Mescolare di tanto in tanto; quindi, alla fine, aggiustare di sale. Vino: ghe sta ben un Malbek. far soffegar - soffocare - cottura a fuoco lento e coperchio







La pincia è un dolce povero ma bon che mai che si ottiene dal pane avanzato. E' uno dei dolci più antichi della cucina veneziana e veneta. Per questo dolce la fantasia si può sbizzarrire in tutti i modi in quanto non c'è una vera e propria regola: questa è la ricetta di Mettere il pane nel latte per una notte intera con un peso sopra. Passare il pane al setaccio e deporlo in una terrina. Aggiungere lo zucchero, i fichi secchi, le mele, l’uvetta precedentemente ammollata, le uova, il lievito, semi di finocchio e mescolare il tutto. Imburrare quindi una teglia versare l’impasto e livellarlo bene. Infornare per 2 ore a forno medio (160 gradi).
Era l'antico pane dolce di Natale, preparato anche per la festa conclusiva dell'Epifania, dove infine e' rimasto. L'impasto, ridotto a forma di parallelepipedo molto basso, avvolto in foglie di verza e cotto sotto la cenere del focolare.

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