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Spinea il paese in cui vivo



Le prime notizie certe sulla storia più antica del territorio di Spinea risalgono alle tracce lasciate dalla colonizzazione romana, anche se non è da esculdere, per il periodo precedente, la presenza di insediamenti paleo-veneti. Testimonianza dell'impronta romana sul territorio è lo stesso toponimo Spinea, da Spineda o Spineta, derivato dal fatto che in questa zona si intersecavano due graticolati ad orientamento diverso e il tracciato viario veniva ad assumere un andamento a lisca di pesce o spina. Tratti dell'antica centuriazione romana sono ancor oggi riconoscibili nelle attuali vie Luneo, Rossignago, Frassinelli, Asseggiano.L'arrivo dei 'barbari', nel V secolo, mise fine alla civiltà romana, causando la fuga delle popolazioni verso la laguna. Nei secoli si sono, poi, susseguite diverse vicende: all'anarchia feudale, segue, dopo il Mille, la rinascita di alcuni centri della zona, tra cui anche Spinea. In questo periodo storico, centro della vita cittadina è la pieve che rappresenta non solo una forma di amministrazione del culto ed un edificio religioso, ma anche un preciso punto di riferimento sociale e comunitario. Con la dominazione di Venezia, la struttura territoriale viene modificata: scompaiono le pievi civili e le regole e sorgono le podesterie; il territorio di Spinea viene aggregato alla podesteria di Mestre.


Spinea viene ad assumere maggiore importanza e vive un periodo di relativa stabilità e pace durante tutto il dominio della Serenissima. E' proprio durante il periodo dell'espansionismo della Repubblica di Venezia in terraferma, che, nella zona, cominciano a sorgere numerose case padronali: edifici da cui i nobili veneziani possono seguire agevolmente i lavori nelle nuove proprietà acquisite.

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[…] mi viene solo in mente quella storia dei fiumi, […] e al fatto che si son messi lì a studiarli perché giustamente non gli tornava 'sta storia che un fiume, dovendo arrivare al mare, ci metteva tutto quel tempo, cioè scelga, deliberatamente, di fare un sacco di curve, invece di puntare dritto allo scopo, […] c'è qualcosa di assurdo in tutte quelle curve, e così si sono messi a studiare la faccenda e quello che hanno scoperto alla fine, c'è da non crederci, è che qualsiasi fiume, […], prima di arrivare al mare fa esattamente una strada tre volte più lunga di quella che farebbe se andasse diritto, sbalorditivo, se ci pensi, ci mette tre volte tanto quello che sarebbe necessario, e tutto a furia di curve, appunto, solo con questo stratagemma delle curve, […] è quello che hanno scoperto con scientifica sicurezza a forza di studiare i fiumi, tutti i fiumi, hanno scoperto che non sono matti, è la loro natura di fiumi che li obbliga a quel girovagare continuo, e perfino esatto…

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