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A mio figlio


Il post di Gaz, letto questa sera, mi ha risvegliato la voglia di dedicare dei versi a mio figlio, versi che provengono dal profondo del mio cuore, che danno l'entità di quanto gli voglia profondamente bene. Un rimorso mi prende per quello che non sono mai riuscito a dirgli di persona ma......

Cos'è forse che un padre non farebbe per vedere felice il proprio figlio?Non gli darebbe forse libertà, in tutto, per farlo apprendere da solo quale sia la strada giusta?Non lo correggerebbe a volte duramente mettendolo in guardia di fronte ai pericoli?Non lo sosterrebbe forse nei giorni del dolore e dello sconforto?Non prenderebbe forse per una mano nell'infanzia per spingerlo un giorno per le strade del mondo e trovare il proprio posto, sviluppare la propria indole, scalare i gradini e crescere?Un padre non sta forse un po' nascosto ma con l'occhio attento nei confronti del figlio per tirarlo fuori, se necessario, dai guai?Un padre non si dimentica forse di se, delle sue preoccupazioni e veglia in preghiera per colui che è sangue del suo sangue affinchè egli non sprechi neanche un minuto del proprio tempo?

PS: Grazie a Gaz per la foto

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[…] mi viene solo in mente quella storia dei fiumi, […] e al fatto che si son messi lì a studiarli perché giustamente non gli tornava 'sta storia che un fiume, dovendo arrivare al mare, ci metteva tutto quel tempo, cioè scelga, deliberatamente, di fare un sacco di curve, invece di puntare dritto allo scopo, […] c'è qualcosa di assurdo in tutte quelle curve, e così si sono messi a studiare la faccenda e quello che hanno scoperto alla fine, c'è da non crederci, è che qualsiasi fiume, […], prima di arrivare al mare fa esattamente una strada tre volte più lunga di quella che farebbe se andasse diritto, sbalorditivo, se ci pensi, ci mette tre volte tanto quello che sarebbe necessario, e tutto a furia di curve, appunto, solo con questo stratagemma delle curve, […] è quello che hanno scoperto con scientifica sicurezza a forza di studiare i fiumi, tutti i fiumi, hanno scoperto che non sono matti, è la loro natura di fiumi che li obbliga a quel girovagare continuo, e perfino esatto…

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