Una settimana



Oggi è passata una settimana da quando abbiamo accompagnato Federico all'Istituto San Camillo degli Alberoni per la riabilitazione neuromotoria. In sette giorni ha eliminato il caterere, la tracheotomia ed è molto più rilassato e tranquillo. Manda dei piccoli segnali come emettere dei suoni strani dalla bocca, baciare la mamma e la fidanzata Laura, tenersi il cellulare all'orecchio mentre gli stò parlando. Ha iniziato a passare un pò del suo tempo in carrozzina, la fisioterapista è con lui un'ora al giorno e soprattutto mangia. Colazione, pranzo,merenda con il gelato e cena. Ha ancora la peg gastrica ma soltanto perchè ha la necessità di essere superalimentato in quanto in questi tre mesi ha perso molti chili. Ci sarà da aspettare tanto, in compenso mercoledì quando tornerò su da Lui gli porterò alcune foto prese dal Pc, la mamma, il suo papà, Valentino Rossi, Freddy Mercury e Lanny Kravitz. La sua stanza dovrà diventare come quella di casa sua, con le sue cose, le sue passioni e soprattutto la Sua VITA.




Chi muore (Ode alla vita) di Pablo Neruda


Lentamente muore chi diventa schiavo dell'abitudine,
ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi,
chi non cambia la marca,
chi non rischia e cambia colore dei vestiti,
chi non parla a chi non conosce.
Muore lentamente chi evita una passione,
chi preferisce il nero su bianco e i puntini sulle i piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle che fanno brillare gli occhi,
quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso,
quelle che fanno battere il cuore davanti all'errore e ai sentimenti.
Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi è infelice sul lavoro,
chi non rischia la certezza per l'incertezza, per inseguire un sogno,
chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai consigli sensati.
Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge, chi non ascolta musica,
chi non trova grazia in se stesso.
Muore lentamente chi distrugge l'amor proprio, chi non si lascia aiutare;
chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante
Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo,
chi non fa domande sugli argomenti che non conosce,
chi non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce.
Evitiamo la morte a piccole dosi,
ricordando sempre che essere vivo richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare.
Soltanto l'ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida felicità.

Commenti

  1. Ci sarà da aspettare tanto ...
    ma non sarà tempo passato invano.
    Federico tornerà ad essere quello di prima, anzi meglio, perchè avrà capito quanto importante è grande l'amore che ha ricevuto dai suoi genitori.

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  2. Non sò se tornerà come prima oppure meglio di prima, l'importante è che capisca che la vita è una sola e bisogna viverla al meglio delle proprie possibilità. E' più facile buttarla via che conquistarla.
    ciao errebi

    RispondiElimina

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