Lo squero di San Trovaso


Fino al 1800 i percorsi di comunicazione privilegiati a Venezia sono stati le vie d'acqua, cioè canali e rii che componevano una fittissima rete viaria per i mezzi acquei come le gondole, le "peate", i "burci", le "sampierote", i "bragossi" ed altri, tutti naturalmente a remi. Con il XIX sec. iniziò la cultura dell'interramento di molti rii e canali per favorire il movimento pedonale. Questo però a discapito sia del regolare flusso dell'acqua dal mare alla laguna e viceversa, sia del movimento delle imbarcazioni. Ha avuto quindi inizio il degrado dell'artigianato veneziano della cantieristica e dal XX sec., con l'avvento delle barche a motore, è cambiato completamente il sistema di vita del popolo veneziano.
Notevole interesse è la visita allo squero di San Trovaso, luogo in cui si costruiscono e si restaurano le imbarcazioni con le tecniche tramandate nei secoli dai maestri d'ascia. Notevole è il contrasto tra l'edificio, che richiama l'architettura rurale cadorina, e i palazzi circostanti. Lo squero era infatti abitato dagli artigiani che provenivano appunto dal Cadore, dai cui boschi derivava anche il legname utilizzato per costruire le imbarcazioni.

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